Estonia joins the enhanced cooperation that resulted in the Rome III Regulation on the law applicable to divorce and legal separation

Norme e lavori preparatori / Posts in English

By Decision (EU) 2016/1366 of 10 August 2016, the European Commission confirmed the participation of Estonia in the enhanced cooperation that led to Regulation (EU) No 1259/2010 on the law applicable to divorce and legal separation (Rome III).

The Rome III Regulation will apply to Estonia from 11 February 2018. Its rules will only apply in Estonia to legal proceedings instituted and to choice-of-law agreements concluded as from the latter date. However, effect shall also be given in Estonia to an agreement on the choice of the applicable law concluded before 11 February 2018, provided that it complies with Articles 6 and 7 of Regulation.

Seventeen Member States, including Estonia, are bound by the Rome III Regulation. Fourteen Member States have been taken part in this enhanced cooperation since the beginning (Belgium, Bulgaria, Germany, Spain, France, Italy, Latvia, Luxembourg, Hungary, Malta, Austria, Portugal, Romania and Slovenia), and three more have joined in subsequently: Lithuania, under Decision (EU) 2012/714, Greece, under Decision (EU) 2014/39, and now Estonia.

L’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti correnti bancari: un incontro a Torino

Corsi, convegni, eventi formativi

Si terrà a Torino, il 14 e 15 ottobre 2016, il secondo incontro organizzato nell’ambito del progetto European Civil Procedure for Lawyers: Promoting Training to Improve the Effectiveness of Transnational Justice (segnalato in questo post).

L’incontro, stavolta, avrà ad oggetto il regolamento (UE) n. 655/2014 istitutivo dell’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari (OESC).

Si tratta, come il precedente, di un tirocinio formativo a partecipazione attiva con presentazione, discussione e risoluzione di casi concreti. La prima giornata sarà dedicata ai provvedimenti cautelari italiani e l’OESC, nonché alla richiesta di informazioni del creditore sui conti correnti bancari del debitore, mentre il secondo giorno si parlerà di esecuzione e dei rimedi possibili avverso l’OESC.

Interverranno Elena D’Alessandro (Univ. Torino), Silvana Dalla Bontà (Univ. Trento), Paolo Lombardi e Carlo Pavesio (entrambi avvocati del Foro di Torino).

La partecipazione al seminario è gratuita. Le iscrizioni sono già aperte e devono essere richieste tramite e-mail all’indirizzo info@europeancivilprocedureforlawyers.eu non oltre il 1° ottobre 2016.

Ulteriori informazioni sono disponibili qui.

Nella Gazzetta ufficiale il regolamento sulla circolazione dei documenti pubblici fra uno Stato membro ed un altro

Norme e lavori preparatori

È apparso sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 26 luglio 2016 il regolamento (UE) 2016/1191 del 6 luglio 2016 che promuove la libera circolazione dei cittadini semplificando i requisiti per la presentazione di alcuni documenti pubblici nell’Unione europea.

Il nuovo strumento è stato adottato sulla base dell’art. 21, par. 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che consente al Parlamento europeo e al Consiglio di adottare disposizioni intese a facilitare l’esercizio del diritto dei cittadini dell’Unione di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri, adottando le misure necessarie a questo scopo, “salvo che i trattati non abbiano previsto poteri di azione a tal fine”.

Per la materia trattata — le condizioni alle quali è possibile invocare di fronte alle autorità di uno Stato membro gli atti pubblici formati in un diverso Stato membro — il regolamento integra, nei fatti, la più ampia cornice del diritto internazionale privato dell’Unione europea, sviluppatosi sulla base dell’art. 81 del Trattato relativo alla cooperazione giudiziaria in materia civile.

In sostanza, il regolamento dà vita ad un sistema di esenzione dei documenti pubblici dalla legalizzazione o formalità analoghe e di semplificazione di altre formalità.

Il regolamento riguarda soltanto l’autenticità dei documenti pubblici. Gli Stati membri continueranno dunque ad applicare le norme nazionali sul riconoscimento del contenuto e degli effetti dei documenti pubblici provenienti da un altro paese dell’Unione.

I documenti pubblici destinati a beneficiare del nuovo regime sono appena quelli indicati all’art. 2 del regolamento. Fra questi, le certificazioni di nascita, di esistenza in vita, di decesso, gli atti dello stato civile relativi al matrimonio, al divorzio, alla filiazione, e i certificati del casellario giudiziale.

In sintesi, per effetto della nuova misura — che sarà applicabile nella sua interezza solo a decorrere dal 16 febbraio 2019 — i documenti pubblici rilasciati in uno Stato membro dell’Unione dovranno essere accettati come autentici in un altro Stato membro senza necessità di legalizzazione. Inoltre, verrà meno l’obbligo di fornire in tutti i casi una copia autenticata e una traduzione asseverata dei documenti pubblici, potendo essere utilizzato un modulo standard multilingue da presentare come ausilio alla traduzione, allegato al documento pubblico per evitare l’obbligo di traduzione.

Quanto ai rapporti fra le nuove norme e la Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 sull’apostille, il regolamento si preoccupa di chiarire, innanzitutto, che il regime europeo non pregiudica “la facoltà delle persone di continuare a beneficiare, se lo desiderano, di altri sistemi di esenzione dei documenti pubblici dalla legalizzazione o da formalità analoghe applicabili tra Stati membri”, aggiungendo, in particolare, che il nuovo regolamento costituisce “uno strumento separato e autonomo rispetto alla convenzione sull’apostille” (considerando n. 4). Pertanto, “anche se non dovrebbe essere possibile per le autorità degli Stati membri di richiedere un’apostille quando una persona presenta loro un documento pubblico cui si applica il presente regolamento e sia rilasciato in un altro Stato membro”, il regolamento non impedisce agli Stati membri di apporre un’apostille se una persona scelga di farne richiesta (considerando n. 5).

Ai sensi dell’art. 19, il regolamento, in effetti, “non pregiudica l’applicazione delle convenzioni internazionali di cui uno o più Stati membri sono parte al momento dell’adozione del regolamento stesso e che riguardano materie disciplinate dallo stesso”, salvo prevalere, “per le materie rientranti nel suo ambito di applicazione e nella misura in esso prevista”, sulle altre disposizioni contenute negli accordi o intese bilaterali o multilaterali conclusi dagli Stati membri “nelle relazioni fra gli Stati membri che ne sono parte”.

Lo stesso art. 19, al par. 4, innovando l’approccio sin qui prevalentemente seguito dall’Unione sul terreno delle relazioni esterne (anche alla luce del parere 1/13 della Corte di Giustizia, del 14 ottobre 2014), stabilisce che il regolamento “non impedisce agli Stati membri di negoziare, concludere, aderire a, modificare o applicare accordi e intese internazionali con paesi terzi riguardanti atti di legalizzazione o formalità analoghe per documenti pubblici su materie oggetto del presente regolamento e rilasciati dalle autorità degli Stati membri o di paesi terzi al fine di essere utilizzati nelle relazioni tra gli Stati membri e i paesi terzi interessati”, né impedisce agli Stati membri di “decidere in merito all’accettazione dell’adesione di nuove parti contraenti a tali accordi e intese a cui uno o più Stati membri aderiscono o possono decidere di aderire”.

La proposta di revisione del regolamento Bruxelles II bis

Norme e lavori preparatori

Il 30 giugno 2016, la Commissione europea ha presentato la proposta di revisione del regolamento (CE) n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (“Bruxelles II bis”). La proposta, accompagnata da un comunicato stampa e da una scheda che ne delinea i caratteri principali, interviene dopo una lunga fase di studio (l’agenda dei lavori e l’esito degli incontri del gruppo di esperti a tal fine designato possono essere consultati a questo indirizzo), nell’ambito della quale è stata prodotta, in particolare, una valutazione d’impatto che ha evidenziato le criticità della disciplina esistente, soprattutto con riguardo alla sottrazione internazionale dei minori.

La Commissione suggerisce di rifondere l’attuale regime in un regolamento nuovo, che manterrebbe sostanzialmente invariate le disposizioni in tema di divorzio, separazione personale e annullamento del matrimonio, introducendo, viceversa, una serie di novità sul terreno dei procedimenti in tema di responsabilità genitoriale e di sottrazione.

Il testo risultante dalla prospettata rifusione tiene conto dei molti gli strumenti normativi adottati dall’Unione europea nel campo del diritto internazionale privato della famiglia dopo l’elaborazione del regolamento Bruxelles II bis (in particolare, i regolamenti relativi alle obbligazioni alimentari, alla legge applicabile a separazione e divorzio, nonché, recentemente, ai regimi patrimoniali tra coniugi e agli effetti patrimoniali delle unioni registrate), oltre che della pronunce rese dalla Corte di giustizia per interpretare il regolamento.

In generale, nella prospettiva della Commissione, il futuro regolamento dovrebbe: snellire i procedimenti relativi alla responsabilità genitoriale; rafforzare la tutela e la promozione dei diritti fondamentali, in armonia col principio del superiore interesse del minore garantito dall’art. 24, par. 1, della Carta sui diritti fondamentali dell’Unione europea e dall’art. 12 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo; rafforzare il ruolo della Rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale; chiarire e consolidare le funzioni delle Autorità centrali designate da ciascuno Stato membro per garantire lo spedito ritorno del minore in caso di illecito trasferimento o mancato rientro.

Tra le novità prefigurate dalla proposta si segnalano le seguenti.

1. È istituita una procedura autonoma per il collocamento dei minori a carattere transnazionale. A tal fine, è stabilito un termine di otto settimane per lo Stato membro investito della richiesta di collocamento. La proposta introduce requisiti uniformi per i documenti necessari per il collocamento del minore, tra cui un obbligo di traduzione nella lingua dello Stato membro richiesto: l’autorità richiedente deve presentare una relazione sul minore e precisare i motivi sottesi alla richiesta di collocamento.

2. Viene introdotta una disposizione ai sensi della quale, al minore capace di discernimento (“who is capable of forming his or her own views”), deve essere data la possibilità “reale ed effettiva” di esprimere liberamente le proprie opinioni durante il procedimento che lo interessa (art. 20). L’art. 22 dispone che ciascuno Stato membro concentri dinanzi ad un numero limitato di tribunali la competenza per le richieste di ritorno (e che comunichi alla Commissione tali tribunali); avverso una decisione che disponga il ritorno del minore ovvero che lo neghi, sarà ammesso un solo grado di appello (art. 23, par. 4).

3. Si prevede l’abolizione della procedura di exequatur per tutte le decisioni concernenti la responsabilità genitoriale (art. 30 e seguenti). Il canale di circolazione preferenziale che il regolamento Bruxelles II bis accorda oggi alle sole decisioni relative al diritto di visita e a certe decisioni sul ritorno del minore sarà dunque esteso anche alle decisioni per cui, come quelle concernenti l’affidamento, il regolamento richiede ancora una dichiarazione di esecutività. L’abolizione dell’exequatur è accompagnata da tutele procedurali volte a garantire il diritto del convenuto ad un ricorso effettivo e ad un giudice imparziale sancito nell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali (articoli 40-42).

Il 58° seminario di Urbino di diritto comparato ed europeo

Corsi, convegni, eventi formativi

Dal 16 al 27 agosto 2016 si svolgerà a Urbino il 58ème Séminaire de Droit Comparé et Européen, organizzato dal Centro di studi giuridici europei dell’Università di Urbino “Carlo Bo” in collaborazione con l’Istituto svizzero di diritto comparato.

Nell’ambito dell’iniziativa si succederanno lezioni e conferenze su temi di diritto comparato ed europeo, diritto del commercio internazionale e diritto internazionale privato.

Quest’anno il seminario ospiterà, fra le altre, le lezioni di François Mailhé (Univ. Panthéon-Assas, Paris II) su Les accords d’élection de for, vieilles questions et nouveaux territoires, di Tuto Rossi (Univ. Fribourg) sugli Sviluppi recenti delle garanzie bancarie nel commercio internazionale, di Luigi Mari (Univ. Urbino “Carlo Bo”) su Il diritto internazionale privato sammarinese; di Paolo Morozzo Della Rocca (Univ. Urbino “Carlo Bo”) su Mariage et nationalité, e di Ilaria Pretelli (Istituto svizzero di diritto comparato) su Les relations tripartites en droit international privé.

Le iscrizioni sono aperte sino al 30 luglio 2016. Occorre, a tal fine, inviare la domanda di partecipazione, compilata e sottoscritta, a edoardo.rossi@uniurb.it.

Maggiori informazioni sono disponibili a questo indirizzo. Il flyer dell’iniziativa è consultabile qui.

L’eccezione di ordine pubblico nel diritto internazionale privato turco

Dottrina

Il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara ospita il 20 luglio 2016, nella sua sede di Rovigo, un seminario in inglese dal titolo The Public Policy Exception in Turkish Private International Law.

I lavori inizieranno alle 17 e si incentreranno su una relazione di Çi̇çek Özgür dell’Università Erciyes di Kayseri.

La locandina dell’evento è disponibile qui.

Internet e il diritto internazionale privato

Dottrina

9041159568Dan Jerker B. Svantesson, Private International Law and the Internet, 3a ed., Kluwer Law International, 2016, ISBN 9789041159564, pp. 728, 160 Euro

[Dal sito dell’editore] – The third edition of Private International Law and the Internet presents a detailed and insightful account of what is emerging as the most crucial and current issue in private international law: the interplay of private international law and the Internet. The author discusses how the controversial issues that stem from borderless Internet prove to be one of the greatest challenges for private international law and international legal cooperation as both are predicated on the existence of traditional borders that define jurisdictional boundaries. This book goes on to explain the following four fundamental questions: When should a lawsuit be entertained by the courts? Which state’s law should be applied?
When should a court that can entertain a lawsuit decline to do so? and Will a judgment rendered in one country be recognized and enforced in another? The book identifies and investigates twelve characteristics of Internet communication that are relevant to these questions and then proceeds with a detailed analysis of what is required of modern private international law rules.

Il sommario del volume può essere consultato qui.

Ulteriori informazioni a questo indirizzo.

Pubblicati nella Gazzetta ufficiale i regolamenti sui regimi patrimoniali tra coniugi e gli effetti patrimoniali delle unioni registrate

Norme e lavori preparatori

Sono apparsi nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea dell’8 luglio 2016 il regolamento (UE) 2016/1103 del 24 giugno 2016 che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni in materia di regimi patrimoniali tra coniugi, e il regolamento (UE) 2016/1104 del 24 giugno 2016 che attua la cooperazione rafforzata nel settore della competenza, della legge applicabile, del riconoscimento e dell’esecuzione delle decisioni in materia di effetti patrimoniali delle unioni registrate.

La disciplina racchiusa nei due strumenti si applicherà a decorrere dal 29 gennaio 2019 e interesserà, salvo eccezioni, solo i procedimenti avviati, gli atti pubblici formalmente redatti o registrati e le transazioni giudiziarie approvate o concluse in quella data o successivamente. L’applicabilità delle norme sui conflitti di leggi è peraltro circoscritta ai coniugi che hanno contratto matrimonio o che hanno designato la legge applicabile al loro regime patrimoniale successivamente al 29 gennaio 2019, ovvero ai partner che hanno registrato la loro unione o che hanno designato la legge applicabile agli effetti patrimoniali della loro unione successivamente a tale data.

Gli effetti del regolamento si produrranno comunque negli Stati membri che hanno manifestato l’intenzione di partecipare alla cooperazione rafforzata, vale a dire Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Cipro, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.

Il tradizionale incontro dei dottorandi di ricerca in diritto internazionale a San Ginesio

Corsi, convegni, eventi formativi

È in programma per i giorni 30 settembre e 1° ottobre 2016 a San Ginesio (MC) la sesta edizione dell’Incontro dei dottorandi di ricerca di diritto internazionale.

L’evento, promosso dalla Società Italiana di Diritto Internazionale e di diritto dell’Unione europea in collaborazione con il Centro Internazionale Studi Gentiliani, offre ai dottorandi di ricerca in diritto internazionale, diritto internazionale privato e diritto dell’Unione europea iscritti al secondo anno la possibilità di presentare i risultati parziali delle proprie indagini e di promuovere il dibattito sui temi affrontati.

I dottorandi interessati possono inviare la propria candidatura compilando questo modulo ed inviandolo all’indirizzo mail info@sidi-isil.it entro il 20 luglio 2016.

Ulteriori informazioni sono disponibili qui.

AG Szpunar on overriding mandatory provisions of third countries under the Rome I Regulation

Giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo / Posts in English

On 20 April 2016, AG Szpunar delivered his Opinion in the case C-135/15, Hellenic Republic v Nikiforidis. The case concerns the temporal scope of application of Regulation (EC) 593/2008 on the law applicable to non-contractual obligations (Rome I), and the interpretation of Article 9(3) of the same Regulation, concerning the overriding mandatory provisions of third countries.

The referring court, the German Bundesarbeitsgericht (Federal Court for Labour Matters), was seised by Mr Nikiforidis, a teacher in a public school that was managed and run, in Germany, by the Hellenic Republic. Mr Nikiforidis’ claim concerned the salary due to him from 2010 to 2012. The amount of the salary had been unilaterally reduced by the employer under one of the austerity packages adopted by the Greek legislature in connection with the country’s sovereign debt crisis. This led Mr Nikiforidis to sue the Greek Ministry of Education, seeking the payment of the sums withheld.

The Bundesarbeitsgericht found that the Hellenic Republic could not avail itself of State immunity, since the duties performed by a public school teacher are not so closely connected to its sovereign or governmental activities as to exclude the jurisdiction of the courts of any other State. The Federal Court further held it possessed jurisdiction pursuant to Articles 18(1) and 19(2)(a) of Regulation (EC) 44/2001 on jurisdiction, recognition and enforcement of judgments in civil and commercial matters (Brussel I).

As to the applicable law, the Bundesarbeitsgericht observed that the contract should be deemed to be governed by German law, although it failed to specify the provisions on which this finding was grounded. It conceded, however, that the Greek statutes mentioned above could be regarded as overriding mandatory provisions of a third country, insofar as their respect is, quite indisputably, crucial for safeguarding the public interests of the Hellenic Republic, namely its economic organisation.

The first question submitted to the ECJ precisely concerns the legal basis upon which ‘effect may be given’ to provisions of this kind. As it is, the approach taken by the Rome I Regulation in respect of overriding mandatory provisions of third countries is somewhat stricter than the one adopted under the Rome Convention of 19 June 1980 on the law applicable to contractual obligations.

While Article 7(1) of the Rome Convention provides that ‘effect may be given to the mandatory rules of the law of [any] country with which the situation has a close connection’, Article 9(3) of the Rome I Regulation sets forth, for these purposes, two requirements. The rules in question, in fact: (i) must belong to ‘the law of the country where the obligations arising out of the contract have to be or have been performed’; (ii) may be taken into consideration for the purposes of Article 9(3) only insofar as the effect of their application consists in rendering the performance of the contract ‘unlawful’.

It is also worth remembering that the Republic of Germany has entered into a reservation to Article 7(1) of the 1980 Rome Convention, which, according to the EU Commission, translates into the impossibility, for German courts, of giving effect, by any means, to overriding mandatory provisions of third countries when that instrument applies rations temporis (cfr. para 99 of the Opinion).

Pursuant to its Article 28, the Rome I Regulation  applies to ‘contracts concluded after 17 December 2009’. As far as continuing contracts are concerned, this rule evidently determines a considerable extension of the temporal emprise of the regime set forth by the Rome Convention, insofar as it will still apply to durable contractual relationships constituted before that date.  According to  AG Szpunar, anyway,  the intrinsic characteristics of the contract concerned have no bearings in the interpretation and application of Article 28, which therefore applies also to continuing contracts (para 51). Continua a leggere

The impact of national civil procedure on mutual trust and the free circulation of judgements

Enti di ricerca, istituzioni culturali, reti di studiosi e professionisti / Posts in English / Studi, relazioni esplicative, ricognizione di buone pratiche, banche dati

mpi_luxembourg_logoThe Max Planck Institute Luxembourg, heading an international consortium, is
undertaking a study, funded by the European Commission, aiming to assess the impact of domestic laws of civil procedure of the 28 Member States on mutual trust and the free circulation of judgements, as well as on the enforcement of consumer rights derived from EU law.

As a part of this project, a public consultation has been launched for gathering data and opinions among stakeholders.

Direct access to the two online questionnaires, which mirror the two separate strands of the study, are currently available (in six languages) here.

The Institute encourages consumers, lawyers, judges, academics, consumer protection associations, business/trade associations, dispute resolution facilitators, and those working in other legal professions to respond to both questionnaires.

For those wishing to offer further insights on any of the topics covered by the study, it will be possible to leave the contact details at the end of the survey so as to be contacted for an interview.